1. Sasha Grey by Gregg Segal

    (Fonte: sashagreyart, via copetes)

     

  2. exhibition-ism:

    New York based graphic designer Alex Proba decided last year to create a poster a day for a year restricting herself to no more than 30 minutes each day 

    (Fonte: exibition-ism.com)

     

  3.  
     

  4.  


  5. So che parlare male del MEI (Meeting delle etichette indipendenti) è ormai come sparare sulla croce rossa. Eppure è impossibile non pensare allo stato delle cose in Italia quando una manfiestazione nazionale del genere (che consorzia comunque un gran numero di soggetti) si sente rappresentata (e premia) esclusivamente format e trasmissioni condotte (come minimo) da cinquantenni. Fate largo al nuovo che avanza.

    I quattro progetti che hanno permesso alla nuova musica di trovare degli spazi di visibilità, e che saranno premiati da MEI in collaborazione con Musicletter.it con i Premi Speciali “Targa MEI Musicletter 2014”, saranno:
    - Webnotte di Repubblica TV, il programma a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che in quest’ultimo anno ha proposto musica di qualità dal vivo attraverso la piattaforma web e televisiva;
    - Roxy Bar di Red Ronnie, la storica trasmissione che ha traslocato dalla tv al web, sempre mantenendo una forte attenzione verso la nuova scena musicale;
    - Casa Bertallot di Alessio Bertallot, il programma radiofonico fruibile sul web grazie al contribuito economico degli utenti della rete, che da sempre si contraddistingue per l’originalità dell’offerta musicale;
    - Il programma tv di Rai5 “Ghiaccio Bollente”, a cura di Carlo Massarini, per la straordinaria capacità di saper raccontare in maniera coinvolgente la storia della musica di ieri e di oggi.

     


  6. 3NDS: scopri i 3 video dell’anno più visti su Wired

     

  7. razorshapes:

    Collages by Karborn

     


  8. Sempre più spesso mi trovo a parlare con amici e conoscenti del mio disinteresse verso la politica. Nonostante la disaffezione popolare in determinati ambienti dei media questa posizione d’indifferenza è percepita ancora come un atteggiamento snob o generalmente uncool. In tanti pensano, o si cullano nella certezza, che il Parlamento, le regioni e gli amministratori siano ancora i decisori fondamentali delle nostre vite.

    Questo lungo e approfondito articolo pubblicato da Evgeny Morozov sul Guardian spiega meglio di come potrei fare io le posizioni che spesso mi trovo pubblicamente a difendere. Come il piano tecnologico e funzionale abbia sostituito quello ideologico. O quello di brand commerciale (e personale) sostutuisca la funzione avuta un tempo dai partiti politici. Morozov auspicando un presente più “umanista” conferma implicitamente il trionfo della macchina su leggi, decreti e polocy di vario genere.

    Ve ne consiglio la lettura integrale, per chi ha la pazienza, e copio/incollo qui di seguito alcuni di quelli che ho trovato i passaggi fondamentali


    As Silicon Valley keeps corrupting our language with its endless glorification of disruption and efficiency – concepts at odds with the vocabulary of democracy – our ability to question the “how” of politics is weakened. Silicon Valley’s default answer to the how of politics is what I call solutionism: problems are to be dealt with via apps, sensors, and feedback loops – all provided by startups. Earlier this year Google’s Eric Schmidt even promised that startups would provide the solution to the problem of economic inequality: the latter, it seems, can also be “disrupted”. And where the innovators and the disruptors lead, the bureaucrats follow.

    Speaking in Athens last November, the Italian philosopher Giorgio Agamben discussed an epochal transformation in the idea of government, “whereby the traditional hierarchical relation between causes and effects is inverted, so that, instead of governing the causes – a difficult and expensive undertaking – governments simply try to govern the effects”.

    In shifting the focus of regulation from reining in institutional and corporate malfeasance to perpetual electronic guidance of individuals, algorithmic regulation offers us a good-old technocratic utopia of politics without politics. Disagreement and conflict, under this model, are seen as unfortunate byproducts of the analog era – to be solved through data collection – and not as inevitable results of economic or ideological conflicts.

    Whether the next Occupy Wall Street would be able to occupy anything in a truly smart city remains to be seen: most likely, they would be out-censored and out-droned.

     

  9.  

  10. humansofnewyork:

    "Right after I lost vision in my eye, I was so bad at walking that I ran into a girl eating ice cream, and knocked her cone out of her hand. She screamed: ‘Are you blind!?!?’ I turned to her and said: ‘I am blind actually, I’m so sorry, I’ll buy you a new cone.’ And she said: ‘Oh my God! I’m so sorry! Don’t worry! It’s no problem at all! I’ll buy another one.’ So we walked into the ice cream store together, and the clerk said: ‘I heard the whole thing. Ice cream is free.’"